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Un’idea post quarantena: ripartire dall’ikigai, il metodo giapponese per trovare il senso della vita

Siamo tutti pieni di dubbi in questo momento. Come sarà il futuro? Quando torneremo ad abbracciarci, quando finirà questa pandemia? E il lavoro? Tante domande senza risposta, perché siamo in balia di un’emergenza mai vista e mai sperimentata che ci mette a dura prova. E allora, che fare? Proviamo a darvi un’idea, ispirata da quei grandi spiritualoni dei giapponesi: dopo la quarantena potremmo trovare il senso della vita. Perché no?

Ok, detta così non sembra in effetti la cosa più facile del mondo. E chi lo sa davvero qual è il senso della vita. I giapponesi, però, un’idea ce l’hanno e si chiama ikigai, che potremmo tradurre come un motivo per alzarsi la mattina. Insomma, una filosofia di vita che attraverso poche accortezze stimoli a prendersi cura di se stessi, a dedicarsi a ciò che realmente amiamo e che ci rende felici. Del resto siamo in una fase molto delicata, in cui siamo inevitabilmente più vulnerabili e fragili. Stare chiusi in casa potrebbe averci costretti a riflettere su noi stessi. La persona con la quale condividiamo la quarantena è davvero quella giusta? O se siamo soli… ci sentiamo appagati e sereni anche senza un partner? Il lavoro che facciamo ci fa sentire realizzati? O siamo ancora in cerca della nostra identità, del nostro posto nel mondo? Magari stare chiusi in casa ha riacceso passioni sopite, ci ha ricordato lati di noi che avevamo dimenticato. Lo sappiamo, roba da filosofi, ma l’isolamento invita alla riflessione e già che ci siamo meglio farlo bene. Ma cosa c’entra in tutto questo l’ikigai?

Bé, c’entra perché seguire il metodo dell’ikigai può davvero aiutarci a superare il momento e uscire dalla quarantena meglio di come c’eravamo entrati. Ecco quali sono i consigli di Barbara Garbagnati, Ikigai coach: prima di tutto alimentazione, allenamento e atteggiamento. “Uno studio condotto nelle Blue Zone, le regioni della Terra dove esiste un alto tasso di longevità e gli ultracentenari non sono un’eccezione – ha spiegato Garbagnati – ha rivelato infatti che le persone che vivono più a lungo sono coloro che curano la propria alimentazione, si dedicano quotidianamente all’esercizio fisico, sono in equilibrio con le proprie emozioni e vivono un senso di comunità molto profondo”.

Senso di comunità, quindi: quando la quarantena finirà ricordiamo di dedicarci ai nostri affetti, che tanto ci sono mancati in questo periodo. Non lasciamoci nuovamente risucchiare dalla frenesia quotidiana ma facciamo tesoro di questa esperienza.

Altro step, la pace interiore. Questo tempo di attesa che ci è stato imposto, nostro malgrado, è servito per guardarci dentro e capire qualcosa in più di noi stessi. Amiamoci, coccoliamoci, pensiamo al nostro benessere e non trascuriamoci quando tutto questo sarà finito. Un po’ di sano digital detox, inoltre, non può che farci bene.

Infine, naturalmente, la forma fisica. Allenarsi è un toccasana per il corpo e per la mente: quando finalmente avremo detto addio al Coronavirus, diamo ascolto al nostro corpo e regaliamogli nuova energia e nuova tonicità. Senza distruggerci, senza sforzarci eccessivamente. Facciamo qualcosa che ci renda davvero felici: pole dance, zumba, arti marziali, crossfit, ballo, nuoto… le scelte sono infinite. Dipende solo da noi.

Sembra facile così, no?

Photo by Brooke Cagle on Unsplash

Articolo scritto da Wendy Migliaccio

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