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Il trend del momento è il Dalgona coffee, il “cappuccino al contrario” da fare in casa

Cerchiamo di essere onesti: la parola Dalgona ha un suono davvero raccapricciante. Una via di mezzo tra il nome di un Pokémon in sovrappeso e una frazione dimenticata da dio nel Monferrato. Eppure saltellando qua e là tra i social nelle ultime settimane, tra una sfida accettata e un’interessantissima diretta di 24 ore con camera fissa su un barattolo di lievito madre, questo strano hashtag ha incominciato a comparire sempre più di frequente. Già, ma di che cosa si tratta? Ebbene sì, il mistero è intrigante come una replica del Grande Fratello Vip in terza serata: il Dalgona è un caffè. O meglio, una sorta di cappuccino sottosopra. O ancora meglio, un mostro di Lockness in tazza, composto da un lago di latte su cui galleggia in modo alquanto ambiguo una schiuma di caffè. L’idea arriva dalla Corea del Sud, dove la preparazione è saltata clamorosamente alla ribalta grazie al contributo di un Luca Argentero locale. E il nome, di cui è ancora difficile capacitarsi, è in realtà preso pari pari dalla versione locale delle nostre caramelle mou: le Dalgona candies, appunto. Per prepararlo serve dotarsi di quella strana sostanza che piace tanto ai non-italiani e che va sotto il nome di caffè solubile. Ma anche di acqua calda, zucchero, latte, ghiaccio (boh, sì) e di quella frusta da cucina che – se la memoria non ci inganna – abbiamo portato a casa con i punti della Coop nel ’92. O forse era il ’93. Detto ciò, il risultato dovrebbe essere una bomba calorica da almeno 200 kcal e altrettanti cuoricini su Instagram. Insomma, il Giargianata Radar è già più che allertato, ma poiché in fondo abbiamo dato una possibilità anche all’aperisushi, ecco la ricetta per chi volesse provare a fare a casa questo #DalgonaCoffee.

Ingredienti:
2 g di caffè solubile
6 g di zucchero semolato
5 cl di acqua calda a 90°C
Cubetti di ghiaccio
18 cl latte intero

Procedimento: estraiamo dalla dispensa una ciotola piccola, e scaraventiamole dentro caffè solubile, zucchero semolato e acqua calda. Sfoderiamo la frusta elettrica e montiamo il tutto, cercando di non pensare a quanto tempo stiamo perdendo. Raffreddiamo le pareti del nostro bicchiere con il ghiaccio. Poi buttiamolo, e buttiamo anche l’acqua residua. Insomma, questo passaggio è utile come un buono da 5 euro in Montenapoleone, diciamo che basta un bicchiere freddo. Versiamo all’interno il latte intero, adagiamo graziosamente la spuma di caffè sulla superficie del latte e quindi procediamo con le foto di rito. Un’altra. Un’altra. Ok un video. I boomerang non vanno più di moda, vero? No, ok. L’ultima foto. Possiamo assaggiarlo. Buono. Cioè, buonino. Un espresso, grazie. Fine.

Articolo scritto da Leonardo da Princi

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