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La proposta di Fontana: “Far cominciare il lavoro in orari diversi, dalle 8 alle 12”

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha le idee chiare per quanto riguarda la Fase 2. In sostanza vorrebbe evitare che, con la ripartenza, le uscite e i movimenti dei cittadini si concentrassero tutti nelle canoniche ore di punta (solitamente le 8/9 del mattino e le 18/19 della sera, quando la gente rientra dal lavoro).

“Io sono convinto che bisogna spalmare l’inizio del lavoro, che deve andare dalle 8 a mezzogiorno”, ha detto Fontana a Centocittà, su Rai Radio 1. “La richiesta che io sto facendo da tempo e che spero venga presa in considerazione anche dai sindacati oltre che dal Governo è la strada giusta. Noi abbiamo dimostrato in questi due giorni che se la ripartenza è graduale funziona tutto. Si può fare anche il distanziamento sui mezzi di trasporto pubblico, non ci sono problemi e le cose vanno bene”.

Del resto, nonostante le prime giornate di Fase 2 non abbiano fortunatamente scatenato il caos, bisogna continuare a fare attenzione e a evitare affollamenti, soprattutto per quanto riguarda i trasporti. Stando ai dati della polizia locale, il traffico di veicoli a Milano il 4 maggio è stato circa del 30-35% maggiore rispetto alla settimana precedente, quindi durante il lockdown, e circa il 60% in meno rispetto a un qualunque trafficatissimo lunedì pre-pandemia. In sostanza a Milano ci sono state, il primo giorno di riapertura, circa il 40% delle auto che transitano in un normale inizio di settimana.

Bene, come ha sottolineato lo stesso presidente Fontana: “Non si sono verificati quegli assembramenti che temevano, non si è verificata calca sui mezzi pubblici. Quindi la vita è ricominciata con grandissima tranquillità”. L’idea di spalmare gli ingressi al lavoro sembra quindi un’ulteriore misura per favorire il distanziamento sociale. “È chiaro – ha aggiunto – che se noi dal 18 maggio ripartiremo con il commercio e le attività che fino a oggi sono state chiuse, il rischio che nelle ore di punta si possa creare affollamento c’è”.

Articolo scritto da Wendy Migliaccio

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