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Promuovere il turismo in Lombardia su Tinder e Instagram? La Regione dice no

Mai come in questo momento è importante incoraggiare il turismo in Italia, soprattutto in Lombardia, pesantemente compromesso dall’ormai nota emergenza Covid-19. Insomma, appena sarà possibile viaggiare bisogna trovare nuovi modi per invogliare le persone a spostarsi qui da noi, perché pure se non abbiamo il mare godiamo di un’infinità di meraviglie meritevoli di essere visitate e godute. La Lombardia possiede da anni un’agenzia (InLombardia) adibita alla promozione turistica, che però ha recentemente scartato una proposta piuttosto audace, quella cioè di utilizzare, per la suddetta promozione, app solitamente adibite agli incontri. Un’idea che era partita da Michele Usuelli, consigliere regionale di +Europa-Radicali: “Una proposta inusuale, ma non scandalosa”, aveva spiegato. Un’idea che è stata avanzata e puntualmente respinta per tre volte: una in commissione attività produttive (il 15 aprile), poi due volte in aula. “Mi è stato addirittura chiesto se si trattasse di siti di incontri a pagamento o illegali, facendo della valutazione di questa proposta una questione di pudore personale”, ha protestato Usuelli.

Ma quali app avrebbe voluto sfruttare il consigliere regionale? Ad esempio Facebook, Instagram, Twitter, TikTok, Tinder, Grindr, Inner Circle, Jack’d, Planet Romeo, Badoo e Meetic. Oddio, per quanto riguarda app come Tinder e Meetic possiamo pure immaginare perché la proposta sia stata respinta. Cioè sarebbe pure interessante promuovere il turismo in Lombardia attraverso una app di incontri, ma come potrebbe funzionare? Semplicemente tramite pubblicità inserita tra un pretendente e l’altro? O magari se due si piacciono vengono invitati a visitare la Pinacoteca di Brera per il loro primo appuntamento, magari pure con uno sconto sull’ingresso e la richiesta di darsi il primo bacio davanti alla celebre opera di Hayez? Si scherza…

Certo appare più strano il rifiuto di promuovere il turismo lombardo attraverso social molto noti e utili come Facebook, Twitter e Instagram. “Si tratta di app molto utilizzate e perfettamente legali – ha commentato Usuelli – Fare marketing su queste piattaforme significherebbe promuovere il patrimonio e i servizi della Lombardia affinché scelgano proprio il nostro territorio per incontrarsi. Una forma di marketing complementare a quelle classiche, per noi insolita, ma non certo scandalosa, a differenza del dibattito moralista e sessuofobico che ne è scaturito. A suscitare la mia perplessità non è il voto contrario in sé, ma le motivazioni che hanno contribuito a questa reiterata decisione: è il momento di tirare fuori creatività e novità, non certo di guardare alla società coi paraocchi”.

Credit immagine di copertina

Articolo scritto da Wendy Migliaccio

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