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Coronavirus, la prima fotografia dei contagi a Milano: ecco le zone più colpite

Di fotografie di Milano e dintorni sicuramente ne abbiamo viste tante. Possiamo però affermare con certezza che tutte sono meglio di quella scattata dall’Unità operativa di Epidemiologia dell’Ats metropolitana di Milano. Si tratta più precisamente di un’animazione grafica che riproduce l’avanzata del Coronavirus e le zone nelle quali si è maggiormente insediato.

Basta osservare i colori presenti nell’area, che copre anche Melegnano, Legnano e Lodi: in centro domina un giallino pallido, a indicare contagi tutto sommato contenuti, nelle periferie invece il colore si scurisce di rosso. Le zone più colpite sono 6: quattro a Nord (Affori, Niguarda, la Bovisa, Bruzzano) due a Sudovest (Lorenteggio e Giambellino).

Se guardiamo il video, quindi, possiamo notare il progressivo colorarsi della mappa, inizialmente in giallo, per tutta l’area metropolitana e lodigiana. I contagi iniziano da gennaio, quando pare che il virus girasse già indisturbato tra di noi senza che ne fossimo a conoscenza. La prima zona rosso scuro compare a Codogno tra il 17 e il 18 febbraio, due giorni prima della diagnosi del paziente 1, il 38enne Mattia. Il profondo rosso si è diffuso poi al resto della cartina, fino ad arrivare in città ai primi di aprile. Il tasso dei contagi tra 7 e 10 casi ogni mille persone, simboleggiato da un rosso medio, lo troviamo a Baggio, De Angeli, Affori, Niguarda, Comasina, Crescenzago, Quarto Oggiaro.

Nella fascia tra 6 e 7 casi ogni mille abitanti ci sono ad esempio Lorenteggio, Sant’Ambrogio, Chiesa rossa, Navigli, Tibaldi, corso Lodi, Corvetto. I contagi dai 4,5 ai 6 casi ogni mille persone: Città studi, Porta Venezia, Parco Lambro e Lambrate, Garibaldi-Repubblica e Centrale, il Portello, Paolo Sarpi, il Gallaratese, San Siro e il Parco Trenno. Più resistenti al Covid le zone del centro storico e corso Magenta. Ma anche via Padova e il quartiere Adriano, tutte in giallino.

La situazione, insomma, è ancora molto delicata “In confronto ad altre grandi città europee, Milano ha retto anche grazie al lockdown”, ha spiegato Vittorio Demicheli, direttore sanitario dell’Ats della Regione Lombardia. “Nelle epidemie è come se si raggiungesse una soglia, oltre la quale i contagi avanzano in modo rapido: a Milano quella soglia, per fortuna, non è stata ancora raggiunta”. Non è detto, però, che questo non avvenga in futuro: per questo la guardia non si deve abbassare, la situazione rischia di essere ancora in bilico”.

Fonte: Repubblica.it

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