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Sindaco peruviano viola il lockdown per uscire a ubriacarsi e poi si nasconde in una bara fingendosi morto

Crush ed Eddie – gli opossum gemelli de L’Era Glaciale – la sapevano lunga. Fingersi morti, a volte, è l’unica soluzione possibile per evitare grane di non poco conto. Sebbene il soggetto della nostra storia non sia un marsupiale americano rappresentante dell’ordine dei Didelfimorfi, ma un sindaco peruviano con qualche centimetro in più, la mossa adottata è stata quella.

Ma andiamo con ordine.

Jaime Rolando Urbina Torres, sindaco distrettuale di Tantarà (Perù), in pieno lockdown insieme ad alcuni amici ha deciso di bersi pure le pozzanghere del paese mixate con i liquori locali, finendo per ubriacarsi malamente.

Peccato per lui che ci fosse qualche infiltrato in città che non ha gradito tutta quella baraonda, e ha subito informato le autorità locali della rumorosa e alticcia gang di colletti bianchi.

Il buon Jaime, accortosi dell’arrivo della Polizia, realizzando di non potersi dileguare a passo di Marinera né tanto meno invocare la protezione degli spiriti Apu, si è guardato in giro in cerca di una soluzione definitiva. A poca distanza vi erano alcuni feretri preparati per i morti da Coronavirus: quale posto migliore per nascondersi, dunque?

Racimolando le ultime forze, il primo cittadino e un amico hanno subito indossato le mascherine e si sono sdraiati nelle bare fingendosi morti.

La Polizia però non si è fatta fregare: più che fluidi corporei, le due presunte salme espellevano fumi corporei al gusto di Pisco Sour. Chissà se, a inizio serata, si sarebbe mai immaginato di finire in commissariato e sui social di tutto il mondo.

In ogni caso, Torres nuovo spirito guida delle future serate.

Credit immagine copertina

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