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“San Siro non ha interesse culturale, può essere abbattuto”, dice la Soprintendenza ai Beni Culturali

Lo stadio di San Siro non presenta “alcun interesse culturale”.

Con queste parole la Soprintendenza ai Beni Culturali ha risposto alla domanda presentata dal sindaco Sala e dalla sua giunta lo scorso novembre sull’eventuale salvaguardia di San Siro in quanto edificio storico

Il sindaco, contrario alla demolizione e stoico sostenitore del valore simbolico e culturale della struttura, si era infatti rivolto alla commissione regionale per il patrimonio culturale: la speranza era quella di trovare un alleato che potesse spingere Inter e Milan a rivalutare il proprio progetto per il futuro della zona San Siro. Progetto che vorrebbe la demolizione del Meazza e la costruzione di un nuovo impianto nella zona adiacente.

Niente da fare, stando alla Soprintendenza i lavori potrebbero iniziare domani, con buona pace di tutti noi nostalgici. 

Ok Imbruttiti, sentirsi dire che San Siro non ha “valore culturale” è una ferita equiparabile allo scoprire di essere stati adottati dai propri genitori, specie per noi che sui gradoni del Meazza abbiamo passato più ore che sui banchi di scuola.

Sentire parlare con tale sufficienza del luogo più felice (a seconda delle stagioni) della nostra infanzia, è un duro colpo per il corpo e per lo spirito. 

Occorre però una premessa, la valutazione della commissione è prettamente architettonica e non si sogna minimamente di esprimersi sul valore sentimentale della faccenda. 

Il Meazza, originariamente costruito nel 1925 e successivamente ampliato tra il ’37 e il’39, avrebbe mantenuto nel corso degli anni pochissimi elementi riconducibili alla struttura originaria e quindi storica dell’edificio. 

Secondo le norme vigenti, è necessario che un edificio abbia oltre 70 anni per venire considerato meritevole di salvaguardia. Una situazione non applicabile quindi all’attuale San Siro, che con gli ingenti lavori di ristrutturazione degli anni 50, 90 e 2000, è ormai lontano parente della versione del 1925. 

La valutazione della commissione sembra quindi spianare la strada a un accordo tra le due società e il Comune di Milano. Proprio in queste settimane si sta valutando l’indice di edificabilità e i servizi che saranno necessari per il quartiere. 

Figa. Prima la pandemia, poi la demolizione di San Siro… 

Manca solo il furto della Madonnin e per il 2020 siamo a posto.

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