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Google dona mille dollari ai dipendenti per trasformare le loro case in studi da smart working

I posti di lavoro, quelli belli. Quelli dove tutti vorremmo lavorare, dove il dipendente non è solo un numero o un fardello succhia soldi ma una risorsa da coccolare. Google, ad esempio: saranno le suggestioni del film Gli stagisti, ma nella nostra testa la sede del più importante motore di ricerca è tutta bar, campi da basket e calcetto, parchi e altre meraviglie per allietare le giornate di chi ci lavora. Bene, oggi l’azienda americana ci regala una perla in più che eleva il rapporto coi dipendenti a un nuovo livello: è infatti tra le prime aziende a favorire lo smart working. Come annunciato dal Ceo, Sundar Pichai, a settembre si arriverà solo al 30% del personale nelle sedi e quindi, per favorire il lavoro da casa, ha offerto a tutti ben 1000 dollari per l’acquisto delle attrezzature necessarie.

Pichai ha inviato una mail ai dipendenti per aggiornarli sul fatto che la società avrebbe intenzione di continuare a farli lavorare da remoto almeno fino alla fine del 2020. È tuttavia consapevole che, per molti, questo significhi scomodità, computer sistemato alla bell’e meglio sul tavolo da cucina, sedie troppo rigide. Per questo, grazie ai soldi donati, i dipendenti potranno scegliere di acquistare computer o laptop – se ne hanno bisogno – ma anche mobili per favorire il lavoro: scrivanie, sedie ergonomiche, tavoli. “L’azienda è presente insieme a voi anche in questo momento”, ha concluso Pichai nella mail. Che tenero.

Intanto la previsione è di riaprire gli uffici intorno al 6 luglio, data in cui verrà rintegrato in office solo il 10% dei dipendenti, quelli strettamente necessari o chi vorrà volontariamente tornare. “Per tutti gli altri, speriamo che adesso la vostra casa potrà accogliervi ancora meglio”, si legge nella mail. Bene, adesso tutti a inviare un curriculum a Pichai, forza.

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