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La quarantena è finita, è tempo di abbassare gli affitti di case e camere a Milano

Non sappiamo se in autunno arriverà una nuova ondata del virus, non abbiamo idea se questo Covid-19 stia perdendo potere e nemmeno quando ci risolleveremo dalla crisi economica che ci ha colpiti. Tante sono le incertezze sul futuro con le quali ciascuno di noi deve fare i conti. Tra i tanti dubbi, però, a illuminarci come un miraggio in mezzo al deserto è una certezza granitica: gli affitti milanesi costano sempre un botto. Un occhio della testa. Un rene al mercato nero. Insomma, ci siamo capiti.

L’interessante riflessione è stata pubblicata sul sito The Vision con l’intento di denunciare l’insostenibilità degli affitti in città, specialmente in questo periodo. A causa del Coronavirus, in tanti stanno facendo i conti con la fatica di arrivare a fine mese. Siamo passati dai 2.500 degenti al giorno alla Caritas Ambrosiana nel periodo pre-virus ai 5mila di maggio. Nonostante questo, gli affitti restano proibitivi.

Basta fare un rapido calcolo. Nel suo approfondimento The Vision prende in prestito riflessioni sociologiche secondo le quali un affitto, per essere sostenibile, deve impegnare non più del 28% del reddito di una persona. Bene. Peccato che a Milano, prima del Covid-19, lo stipendio medio mensile netto era di 1.900 euro, mentre un bilocale basic sui 50-55 metri quadri in città costasse già in media 900 euro. Prendiamo la calcolatrice e facciamo qualche veloce conto: facendo il rapporto tra stipendi e affitti medi, a Milano si bruciava quasi il 50% del proprio guadagno mensile per pagare il canone dell’abitazione. Altro che 28%!

Ah, naturalmente la situazione descritta qui sopra, per quanto assurda, rappresenta un esempio più che positivo. Quanta gente non arriva minimamente ai 1900 euro netti mensili? Tanta. Quanta gente invece del bilocale deve optare per un mono, o magari una stanza, o magari addirittura un posto letto perché non riesce a sostenere l’affitto?

Se questa era la situazione precedente al Coronavirus, immaginiamo come possa incupirsi adesso lo scenario. In tanti hanno perso il lavoro, chi invece lo stava cercando ha visto intricarsi notevolmente le possibilità di trovare un’occupazione. E in tutta questa desolazione, il prezzo degli affitti che fa? Si abbassa? Si rende più abbordabile? Macché! Resta placidamente stazionario, anzi. Già che c’è aumenta pure! Lo confermano i dati di Idealista: nel primo trimestre del 2020, a Milano, gli affitti sono aumentati del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Del resto, nonostante la pandemia, la domanda non è diminuita, anzi: per questo motivo anche l’offerta di appartamenti in locazione è aumentata, ben +25% rispetto al 2019.

Riassumendo: noi stiamo diventando sempre più poveri mentre gli affitti sempre più cari. E insostenibili. E il governo che fa? Per ora nulla, ma secondo lo spunto dell’autore sarebbe il caso che imponesse legalmente riduzioni degli affitti a tutti i livelli. Qualche iniziativa, a dire il vero, c’è stata: a fine aprile Palazzo Marino ha pubblicato un bando per avere accesso al bonus affitto, 1.500 euro una tantum fino a esaurimento delle risorse disponibili, per un totale di poco meno di tre milioni di euro. Sono arrivate ben 5mila domande solo nella prima settimana, segno che la situazione era (ed è) drammatica.

Una goccia nel mare, come si dice. Un aiuto a livello comunale che potrà dare un briciolo di sollievo a qualcuno, escludendo però tanti altri. Eh sì, serve davvero un intervento del governo, che però fino ad ora non ha mai affrontato il tema affitti. Toc toc, c’è qualcuno? Qui Milano, abbiamo un problema. Concludiamo con alcuni dati che dipingono un futuro poco ottimistico: secondo un sondaggio dell’Osservatorio Coronavirus di Swg e Area Studi Legacoop, il 50% degli intervistati che abitano in affitto pensa che nei prossimi mesi potrà avere difficoltà a pagare il canone (il 16% sicuramente sì e il 34% probabilmente). Se ci aggiungiamo che Milano è stata classificata come la seconda città più cara d’Europa per quanto riguarda i canoni… bisogna davvero aggiungere altro?

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