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Ghosting, zombieing, orbiting: le parole da conoscere quando si frequenta qualcuno

“Le parole sono importanti!”, direbbe Nanni Moretti. Sarà per questo che, negli ultimi anni, stanno cicciando fuori una serie di neologismi anglofoni che dovrebbero spiegare meglio ed etichettare alcune situazioni tipo legate al dating. Se siete ancora old e non aggiornati, il dating è sostanzialmente l’appuntamento, l’uscita con una persona che potrebbe interessarci. Dai su, cerchiamo di essere cosmopoliti, international. Per facilitarvi le cose ecco qua un piccolo dizionario di alcune parole che potrebbero interessarvi se avete intenzione di frequentare qualcuno. Almeno saprete già cosa sta succedendo e potrete correre ai ripari prima di perdere tempo prezioso con l’ennesimo caso umano. Pronti?

Ghosting: si tratta di quel misterioso fenomeno che porta la persona che stiamo frequentando a sparire di punto in bianco. Il giorno prima si ride e si scherza (magari si tromba pure) e il giorno dopo kaputt. Desaparecido. Volatilizzato. Che non sai se chiamare Chi l’ha visto, cercare all’obitorio o rallegrarti di aver perso uno stronzo. O stronza, chiaro.

Caspering: dal simpatico fantasmino Casper. In sostanza è una versione soft del ghosting. Avviene quando la persona con cui stiamo uscendo inizia a diradare il suo interesse e la sua presenza, sparendo in maniera graduale. Della serie ti smollo sì, ma per gradi.

Orbiting: questo curioso fenomeno accade quando il nostro Valentino sparisce dai radar. Non si fa più sentire, vuoto cosmico. Inspiegabilmente, però, continua a seguirci sui social, a mettere like, a guardare le nostre stories. Probabilmente tradisce un disinteresse associato a voyeurismo social. La risposta migliore è tappezzare Instagram e Co. di foto e video in cui ci godiamo la vita che manco Gianluca Vacchi. E naturalmente non cagarlo minimamente se dovesse disgraziatamente ripalesarsi.

Zombieing: questo atteggiamento è molto diffuso soprattutto nel popolo maschile. Si manifesta quando la persona con la quale stiamo uscendo inizia a non rispondere a sms, Whatsapp, Messenger, piccioni viaggiatori. Poi, proprio mentre stiamo cominciando a rassegnarci, si rifà vivo. Così, come se nulla fosse. Magari proponendoci uscite improvvise come se fossimo sempre state lì ad aspettare lui. Ahahahah. Col cazzo.

Kittenfishing: il termine arriva dal celebre programma di MTV Catfish: false identità, che smascherava chi intavolava relazioni virtuali mentendo spudoratamente sulla propria identità. Ecco, il Kittenfishing si riferisce a chi si presenta a noi (naturalmente online) utilizzando foto piuttosto vecchie o pesantemente ritoccate. Tipo che pensi di uscire con Bradley Cooper e ti ritrovi suo nonno. Oppure sei convinto di avere tra le mani Megan Fox e poi scopri che senza duecento filtri la tipa assomiglia più che altro a Marisa Laurito. Con rispetto per Marisa, sia chiaro.

Fleabagging: deriva dalla serie tv Fleabag nella quale la protagonista si ritrova sempre a scegliere partner sbagliati. Dai su, è capitato a tutti di inanellare una serie di casi umani assurdi, come in un tunnel del quale non si vede la luce. Tutti amori impossibili, o non corrisposti, o troppo complicati. Ecco allora, meglio spezzare la catena. Ricordiamoci che stare da soli non è poi così male e che se proprio dobbiamo collezionare qualcosa meglio optare per gli gnomi da giardino.

Breadcrumbing: letteralmente significa fare pangrattato. Bricioline. Stiamo subendo del breadcrumbing se la persona che ci interessa si fa sentire a singhiozzi, ci scrive messaggi banali tipo “Come va?”. “Che fai?” per poi sparire di nuovo quando cerchiamo di fare conversazione. Ci mette like, commenta le nostre foto con qualche emoticon ma non riesce ad andare oltre. Un novello Pollicino insomma, che ci offre delle bricioline senza però offrirci il piatto principale. Barbùn!

Vi sentite un po’ più aggiornati adesso? Bene, allora andate in pace e cerchiamo di non fare cazzate.

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