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Piazza Duomo: un privato sborserà 3,1 milioni di euro per il restauro dei palazzi

Tre milioni e centomila euro: questa la cifra indicativa stanziata da uno sponsor privato, al momento sconosciuto, per la riqualificazione e il restyling delle facciate degli edifici e dei portici di piazza Duomo. Un progetto attraente e ambizioso, che fa tirare il fiato in un momento ancora per certi versi un po’ sospeso, in cui la voglia di tornare alla normalità e alle notizie leggere è tanta. Specialmente se queste riguardano iniziative di abbellimento della nostra città.

La delibera, già approvata in Giunta, arriva dall’Assessore al bilancio e demanio Roberto Tasca, che ha presentato le linee di indirizzo per la sponsorizzazione del restauro dei palazzi – di proprietà comunale  – sugli affacci nord e sud della piazza e sulle vie Mazzini e Mengoni. Il piano prevede anche la riqualificazione della Cittadella degli Archivi in via Gregorovius in zona Bicocca, cui saranno destinati 400k euro del budget totale. “Proseguiamo nel percorso di valorizzazione del patrimonio immobiliare del Comune e in questo caso con un intervento di restauro importante e prestigioso in piazza Duomo”, ha annunciato Tasca che prosegue: “un intervento che per l’amministrazione sarà a costo zero grazie all’interesse di uno sponsor che coprirà le spese dei lavori. Un passaggio che racconta molto bene il grado di partecipazione dei privati all’interesse pubblico”.

Se il benefattore, pur ignoto, c’è già, per il progetto definitivo Il Comune di Milano è ancora in attesa: all’atto della sua presentazione, in applicazione del Codice degli Appalti, verificherà l’eventuale sussistenza di ulteriori soggetti interessati a presentare domande concorrenti e migliorative, pubblicando un apposito avviso, sul sito del Comune, per trenta giorni.

L’attività di sponsorizzazione, oltre agli interventi sul patrimonio, comprende inoltre una campagna di presentazione del progetto ai cittadini promuovendo, in accordo con l’Amministrazione Comunale, un piano di comunicazione in cui sono previste, tra l’altro, formule di cantiere aperto, attraverso le quali anche i non addetti ai lavori potranno prendere parte, come in una visita guidata, alle fasi di sviluppo cantieristico delle opere.

Un ulteriore plus nel connubio tra pubblico e privato che lo stesso Tasca non esita a definire “una strada virtuosa da perseguire”.

Milàn, bella e virtuosa.

Articolo scritto da MariaTeresa Falqui

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