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Ma sì, un’altra bella notizia, dai, perché no… Una di quelle che ci danno carica e ottimismo. Le famiglie italiane sono sempre più povere. Questa felice novella arriva dall’Istat, che ha presentato i dati relativi al primo trimestre del 2020 in merito a Pubblica Amministrazione, profitti delle società e redditi e i risparmi delle famiglie.

In sostanza nei primi mesi dell’anno (quelli della quarantena) il reddito disponibile delle famiglie è sceso dell’1,6%. La spesa per i consumi finali è crollata (inevitabilmente pure lei) del 6,4%. Non che sia una notizia sorprendente. Stare in clausura a causa di un virus di merda ha causato, come sappiamo, molti problemi economici e di certo non ha favorito lo shopping selvaggio (a parte quello del lievito e delle tute).

Ah, non è finita qui. La crisi economica (che ci porteremo dietro) ha spinto le famiglie a risparmiare in vista di un futuro d’incertezze e precarietà. La propensione al risparmio è cresciuta dal 7% del quarto trimestre 2019 al 12,5%.

Da un lato il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito dell’1,7% nei primi tre mesi del 2020 rispetto agli ultimi tre del 2019, dall’altro i prezzi sono rimasti stabili. Anzi, in qualche caso sono pure aumentati. Figa che desolazione. Vediamo il lato positivo però: secondo l’Istituto nazionale di statistica si tratta comunque di numeri abbastanza contenuti se confrontati con il peso dell’emergenza sui conti pubblici italiani. “Le misure di sostegno ai redditi hanno limitato in misura significativa la caduta del reddito disponibile e del potere d’acquisto delle famiglie”.

A migliorare è anche la fiducia. Sempre secondo i dati dell’Istat, c’è stato un miglioramento, rispetto a maggio 2020, sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 94,3 a 100,6) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese (da 52,7 a 65,4). Riassumendo: la situazione fa cagare, ma speriamo bene.

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