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Alleluia! L’ultimo cinema porno di Milano potrebbe diventare una chiesa evangelica

Che avesse chiuso definitivamente lo sapevamo già da un po’. Nel 2014 il Pussycat, l’ultimo storico cinema a luci rosse di Milano, aveva annunciato la chiusura, poi ufficializzata a inizio 2019. Del resto, nell’epoca dei siti porno, dove si può cercare arrapamento facile senza spendere soldi e soprattutto in assoluta intimità, a vedere i film hard al cinema non ci va più nessuno. Il colpo di grazia era poi arrivato a seguito di un controllo dei vigili del fuoco, che avevano appurato la presenza di alcune falle nei sistemi di sicurezza.

Comunque, se siete dei nostalgici dell’eccitazione condivisa, al buio di una torbida saletta, potrebbe farvi piacere sapere che l’ormai ex Pussycat di via Giambellino è in vendita a 500mila euro. Sì ok, non proprio una cifretta da poco, ma sappiate che la concorrenza è tanta. Prevedibilmente, chi lo acquisterà difficilmente rinnoverà la sua funzione storica. Dai 480 metri quadrati del locale c’è chi vuole ricavare degli appartamenti, chi un supermercato, chi un ristorante, un teatro, una palestra. C’è addirittura chi vuole trasformare l’ex cinema porno in una chiesa evangelica. Dal profano al sacro, praticamente.

Tutto vero, eh. A gestire la trattativa con un misterioso discografico di Roma è la Immobili di Pregio di Foro Bonaparte. “I possibili acquirenti dell’ex cinema sono numerosi. Tolti i curiosi, quelli davvero interessati sono una decina”, ha confermato Ornella Marcat, amministratore della Immobili di Pregio. Ma la storica sala milanese non è sempre stata votata al porno: nacque nel 1948 come cinema Cittanova, con proiezioni normali, insomma… per famiglie. Il cinema si convertì al genere hard nel 1981, restando però a programmazione mista fino al 1987. Poi, con il cambio di gestione, verso la fine degli anni ’90, cambiò anche il nome e il Pussycat divenne così un punto di riferimento per i milanesi vogliosi.

Di quel conforto per gli ormoni adesso rimane solo uno stabile che suscita l’attrazione di tanti, poco carnale e molto materiale. “Gli stabili cielo-terra, con due uscite su strada, e indipendenti sono rarissimi nel panorama milanese dal momento che strutture simili sono state demolite per fare posto ad edifici con numerosi piani, più redditizi”, ha spiegato Marcat. Certo, per risistemarlo servirebbero “almeno 150mila euro”. Ma l’investimento pare sia conveniente visto che l’edificio, grazie alla futura fermata della M4 e alla rigenerazione dell’ex scalo di San Cristoforo, è destinato a rivalutarsi.

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