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Sugli alberi, nelle fontane o nel Naviglio: ecco che fine fanno le nuove biciclette in modalità free floating!

Milano città dell’innovazione, esempio della sharing mobility ed eccellenza della gestione della mobilità sostenibile.

Ma… non per tutti. Le nuove bici, Ofo e Mobike che siano, sono tante, ed altrettanto alto è il rischio di parcheggio giargianaesco-creativo delle stesse. Roba che la realtà, dopo poche settimane, ha già superato la fantasia.

Ma come state? Ecco una carrellata di foto di nuovi parcheggi assurdi da bike sharing. E comunque raga, free floating non vuol dire lasciarla proprio dove c***o vi pare, né!

Perché non metterla sull’albero?


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Nessuno ci aveva ancora pensato, in effetti: sono mezzi green, quindi sostengono l’ambiente. Ma non è che l’ambiente debba sostenere loro. Ok?

Abbandonata in un angolo ci sta.


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Lasciarla dove si vuole. Ma non proprio dove si vuole, e manco come si vuole. Dai.

Perché non nel Naviglio?


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Dopo il bike sharing, il bike swimming. E poi perché non lasciarla lì?

«Oh ma io me la porto a casa»


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Questa cosa che le bici sono condivise non va mica bene a tutti. Uno se la può pure portare a casa, se la piazza sul pianerottolo e a posto così, grazie e arrivederci. #Bikesharingnonmifotti

Va come sta bene con le altre


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Tutte le bici nel cortile di casa hanno pari dignità. Perché discriminare quelle nuove? Il free floating non deve creare divisioni sociali tra biciclette, quindi qualcuno la mette con le altre dentro il proprio cortile. Molto democratico.

Massì, in mezzo alla fontana va bene, dai.


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«Dite che si vede se la smollo qui un attimo?»

Ma quasi quasi…


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E certo che le bici condivise risolvono davvero il problema del parcheggio. Se non c’è, la piazzi in mezzo al marciapiede, e il problema è risolto. Tanto a chi vuoi che dia fastidio.

Forte sto bike sharing di nuova generazione, no?

Credit immagine di copertina

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