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Una gita al… Labirinto della Masone: uno dei più grandi labirinti del mondo a un’ora e mezza da Milano

Se ci seguite da tempo, ormai lo sapete: una delle cose che più ci piace fare è scovare chicche a pochi passi da Milano che rendono unico il nostro territorio e sono meta ideale per le gite del fine settimana.

Dopo avervi parlato di luoghi come Crespi D’Adda, Soncino e Grazzano Visconti, a ‘sto giro ci siamo spinti non solo ben oltre le colonne d’Ercole della Circonvalla, ma persino fuori dal perimetro regionale. Fate un respiro profondo e fidatevi di noi, per arrivare nei luoghi di cui vi parliamo oggi ci vuole meno tempo che per attraversare la città durante la fashion week. E chi era in giro la scorsa settimana in centro a Milano sa perfettamente in quali buchi neri spazio-temporali possa ritrovarsi catapultato chiunque abbia la sfortuna di doversi muovere in macchina in quei giorni. Roba che si fa prima a piedi, come direbbe mia nonna.

A proposito di auto, è proprio questo il mezzo che abbiamo scelto per spostarci durante la nostra gita. Noi siamo partiti dal centro adottando una scelta super green: E-Vai. Si tratta di un car sharing elettrico regionale un po’ particolare, pensato come soluzione integrata con il sistema ferroviario. Le postazioni si trovano in tutta la Lombardia, in luoghi strategici come aeroporti, stazioni, piazze e università. Insomma, il principio è che potete prenotare una macchina, prenderla in consegna e lasciarla in qualsiasi E-Vai point della Lombardia, ce ne sono 109 in tutta la regione. Utile ad esempio per arrivare in aeroporto, ma anche per spostarsi in città da una stazione all’altra. Beh insomma, noi abbiamo recuperato un’auto 100% elettrica a Cadorna e siamo partiti in direzione Fontanellato. Se vi va di provare E-Vai (#OvunqueEVai), potete utilizzare il codice promo IMBRUTTITO che dà diritto a 2 ore gratuite per il primo noleggio entro la fine dell’anno.

Ma che c’è a Fontanellato, in provincia di Parma, direte? Un posto pazzesco che scommettiamo molti di voi non conoscono: il Labirinto della Masone.

Andiamo con ordine. Già che eravamo in ballo abbiamo pensato di fare un primo stop in provincia di Piacenza, al Castello di Rivalta. Non proprio di strada, ma un’ottima destinazione per un’abbuffata di gnocco fritto fuori dai soliti itinerari.

Foto: Wikipedia

Il castello si trova lungo il fiume Trebbia all’imbocco dell’omonima Valle. Le prime notizie che lo riguardano risalgono al 1025. La corte del vecchio borgo è molto suggestiva: qui si trovano locande, ristoranti e qualche appartamento in cui volendo è possibile fermarsi a dormire, magari per un’occasione romantica. I ristoranti hanno prezzi accessibili e una passeggiata nei dintorni è quello che ci vuole per sfogare la performance digestiva. È possibile anche visitare il castello in alcuni orari specifici che trovate a questo link, ma la nostra meta finale era un’altra, e così, ingolfati di salumi e tortelli, ci siamo rimessi in strada.

Foto: vsrivalta.it

Un’alternativa altrettanto valida ma più battuta è il castello di Fontanellato: la rocca Sanvitale è un maniero d’epoca medievale completamente circondato da un fossato colmo d’acqua a pochi passi dal Labirinto. Al suo interno si trova la saletta di Diana e Atteone, nota per gli affreschi del Parmigianino. Anche qui, intorno al castello, ci sono ristorantini a profusione in cui caricarsi prima o dopo la visita, ma la domenica potreste trovarci parecchi turisti. Niente di tragico eh, ma poi non dite che non vi avevamo avvisato quando smadonnerete per il parcheggio. Meglio un Imbruttito allertato di un Imbruttito sclerato.

Foto: Wikipedia

Se volete invece arrivare diretti, il Labirinto dista 109 km dal centro di Milano, circa un’ora e mezza d’auto. Si tratta del Labirinto più grande del mondo nel suo genere, nato da un’idea dell’editore e collezionista Franco Maria Ricci e da una promessa da lui fatta nel 1977 allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, affascinato da sempre dal simbolo del labirinto visto come metafora della condizione umana. Copre un’area di 8 ettari ed è stato realizzato interamente con piante di bambù (sono circa 200k oggi).

Il labirinto è ovviamente percorribile: tempo stimato di pirlottamento all’interno in cerca dell’uscita, 40 minuti (noi ce la siamo cavata in meno di mezz’ora). Al centro, una volta riemersi dalle frasche, vi ritroverete davanti a una grande cappella di forma piramidale che sovrasta una piazza di 2k metri quadrati. Sì, i numeri non scherzano per niente e anche l’impressione che ne avrete una volta lì non vi deluderà. Negli spazi (che includono un ristorante, un cocktail bar, le biblioteche e perfino due suites), trova posto anche la collezione d’arte di Ricci, che include capolavori di Hayez (quello del Bacio, tanto per capirci) e Canova. Non male, anche perché in qualsiasi weekend che si rispetti pure l’arte vuole la sua parte.

Il Labirinto della Masone è aperto tutti i giorni tranne il martedì dalle 10:30 alle 19 e ci giochiamo una fattura da 2k che una volta visto ve ne innamorerete.

Programmi per il prossimo weekend?

Articolo scritto in collaborazione con E-Vai

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